Gabriele Vegna

Artista

I suoi quadri sono un omaggio alla musica rock. Musica che è stata la colonna sonora della sua generazione, da molti definita “folle”, ma capace di creare l’irriverente genialità della “Controcultura”.
Controcultura che è diventata patrimonio della cultura collettiva e i musicisti che danno vita alle sue opere ne sono stati le bandiere e per sempre ne faranno parte.

His paintings are a tribute to rock music. Music that was the soundtrack of his generation, that was capable to create the genial irreverence of the “Counterculture” and whose musicians will shine for ever.

Gabriele Vegna -Circuito
  • Gabriele Vegna - Circuito

    Gabriele Vegna: Wild thingIl 23 maggio di 45 anni fa: il mitico concerto milanese di Jimi Hendrix.

    Due tele dedicate al musicista più carismatico di tutti i tempi e un ricordo "live"  del concerto al Piper Club. " .... Il mio quindicesimo compleanno cadde quasi in concomitanza con un evento per me sensazionale: il concerto che Jimy Hendrix tenne a Milano, al Piper Club, il 23 maggio del 1968. Senza remore diedi fondo ai miei risparmi per acquistare il biglietto, mi feci così il regalo più bello che potessi mai desiderare. L’ingresso costava poche migliaia di lire, anche se quel poco,...
  •  Circuito Gabriele Vegna 1

    "Time Is on my side"Gabriele Vegna dedica due quadri al gruppo delle "pietre rotolanti" che festeggerà quest'anno i cinquanta anni di carriera.

    In queste righe il racconto di come i Rolling Stones sono entrati nella  sua vita e diventano oggi i protagonisti di alcuni suoi lavori.  Quando ero bambino la musica che ascoltavo erano i dischi di mio padre: opera lirica, in particolare Verdi e Rossini. L’unica musica moderna che ascoltavamo in casa erano i programmi che la televisione trasmetteva, mi ricordo ancora del Musichiere, oltre che dell’immancabile Festival di San Remo.   Nel millenovecentosessantadue, avevo nove...
  • News: Circuito.biz 2011-06-17 10:50

    Keep on Rockin' and Rollin': i 70 anni di Bob Dylan, visti da Gabriele Vegna.

    Thank you Bob, un tributo al mito. Millenovecentosessantasei, avevo tredici anni, le note di Like Rolling Stone mi entrarono prepotentemente nell’animo. Una battuta secca di rullante, la Les Paul di Mick Bloomfield, l’Hammond di Al Kooper, a fare da splendida cornice a quella voce calda e un po’ nasale, al testo graffiante e visionario. Era nata, la canzone più bella della musica rock, il manifesto di una generazione. How does it feel, how does it feel, to be on your own, with no direction...